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Novità: Bonus per baby sitter, badanti e neonati

Novità: Bonus per baby sitter, badanti e neonati

14 Abril.- Sì al reddito di maternità al bonus per badanti e baby sitter a partire da maggio.  

Palazzo Marino mantiene le promesse e dalle parole passa ai fatti: ieri la giunta ha approvato le modalità di accesso a due nuove misure di sostegno economico per le famiglie meno abbienti, andando così incontro alle esigenze della cosiddetta generazione sandwich, stretta tra i bisogni dell'infanzia e quelli degli anziani, curati nella propria abitazione. Interventi mirati per le fasce deboli. Arriva, dopo il pacco dono per dare il benvenuto ai nuovi nati, l'atteso reddito di maternità proposto dall'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino che intende aiutare i genitori in difficoltà, «perchè la nascita di un bambino deve essere sempre vissuta come una notizia felice». 

Il contributo per le famiglie nelle quali è appena nato un figlio è di 150 euro mensili per 12 mesi consecutivi. Come sarà erogato? Attraverso una carta elettronica con cui si potranno acquistare prodotti per la cura del piccolo - dai pannolini alle creme - nei negozi convenzionati. Non solo: potrà servire anche per pagare servizi come la tata, che però deve scelta dal portale www.wemi.milano.it, gestito dal Comune. Possono richiedere la tesserina (le domande saranno raccolte presso i Caf) tutte le neomamme residenti a Milano, con un Isee familiare fino a 17 mila euro (con priorità ai nuclei con donne disoccupate o precarie). 

L'amministrazione mette sul tavolo un tesoretto da 7,4 milioni di euro (1,4 milioni per il 2017 e 3 fra il 2008-2009), con cui tenderà la mano, secondo una stima dell'Inps, a circa 1.700 nuclei all'anno. A questo s'aggiungono i bonus badanti (per over 60) e baby-sitter (bimbi fino a 8 anni): si tratta di un rimborso spese di 1500 euro. Una tantum assegnata in una sola tranche, anche in questo caso, soltanto a persone con Isee fino a 17mila euro, ma gli assistenti familiari dovranno essere assunti con regolare contratto di almeno 15 ore settimanali, attraverso lo sportello CuraMi del Comune.

 

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